Acqua Beatrice è un esperimento: lo stesso brief e lo stesso strumento di generazione per due poster dei 90 anni di un’acqua minerale immaginaria. A sinistra la versione con direzione creativa, a destra quella senza. Volevo capire quanto pesa la direzione rispetto allo strumento.

Cosa ho deciso nella prima versione?
Ho lavorato da art director: composizione, gerarchie, palette, materiali e il rapporto tra fotografia e grafica. Il prodotto sta dentro il paesaggio, con spazi negativi, contrasti di materiali e sovrapposizioni tra elementi realistici e tridimensionali.
E nella seconda?
Qui ho tolto la direzione, apposta. Sono usciti montagne generiche, schizzi d’acqua, bollini celebrativi, icone, pennellate e slogan in corsivo, tutti insieme a chiedere attenzione. È quello che chiamo AI slop.
Dove sta la differenza?
La differenza sta nelle decisioni prese prima e durante la generazione. Sono tutte e due immagini generate dall’AI, e la seconda è interessante proprio per i suoi difetti: senza direzione lo strumento ricombina soluzioni visive già viste, con una direzione precisa traduce scelte progettuali in immagini. Scrivere un prompt non basta: serve sapere cosa chiedere, cosa togliere e riconoscere quando un’immagine funziona.
Progetto identità visive, campagne e materiali di comunicazione per PMI e agenzie.
Scrivimi due righe: ti rispondo io.
Scrivi due righe del tuo progetto.








